Investimenti cinesi in Italia: l'esperienza di Genertec Italia



Zhu Zhenmin,
Amministratore Delegato di Genertec Italia

 

Sono sempre più frequenti le acquisizioni di marchi internazionali da parte di realtà cinesi. Quali aspettative si celano dietro a tali mosse?

In questo momento storico il primo obiettivo rimane il mercato interno. Complici la forte spinta ai consumi interni e all’innovazione, le aziende cinesi attingono a competenze specifiche ricercate all’estero per vincere la competizione nel paese. Siamo testimoni di un nuovo “balzo in avanti”, questa volta di carattere tecnologico. L’idea alla base, tuttavia, non è solo di consolidare la presenza in Cina ma anche di strutturarsi per affrontare i mercati internazionali. In molti casi, infatti, le operazioni di acquisizione servono per aprire un varco, consentendo un più agevole ingresso in un nuovo mercato dove avrebbero maggiore difficoltà o restrizioni ad operare direttamente dalla Cina.

 

Il Gruppo Genertec ha recentemente partecipato all’investimento nella Blue Engineering. Com’è avvenuto il passaggio da advisor ad investitore?

Genertec Italia era stata inizialmente incaricata da CRRC Tangshan – il più grande costruttore al mondo di materiale rotabile – di individuare un referenziato partner europeo in grado di rispondere ai requisiti tecnici di progettazione ferroviaria. Grazie alla forte sinergia con il tessuto imprenditoriale italiano, con cui operiamo da oltre 30 anni, Genertec Italia ha identificato come controparte idea Blue Engineering – società specializzata in progettazione e ingegnerizzazione di veicoli nel settore ferroviario. Una volta giunti al tavolo delle negoziazioni, abbiamo rimosso le criticità dell’acquisizione decidendo di contribuire in prima persona all’investimento dando così maggiore garanzia alle parti in gioco.

 

Quali possono essere le difficoltà riscontrate dalle aziende cinesi che investono all’estero?

Quando si parla di investimenti spesso ci si scorda di verificare se la proprietà è disposta a cedere. Dare il via ad un processo di acquisizione di quote è molto laborioso, per questo bisogna partire dal management per capire se il cambiamento è veramente all’orizzonte. Un’ulteriore scrematura avviene con l’analisi dello stato di salute finanziaria del potenziale partner. Se un’azienda ha grosse difficoltà finanziarie sarà più difficile ottenere una valutazione che metta d’accordo entrambe le parti. A ciò va poi aggiunto che risulterebbe più difficoltoso per la parte cinese ottenere l’approvazione governativa per l’investimento. È quindi importante ristrutturare prima di costruire un nuovo percorso con il partner cinese.

 

Oltre agli investimenti cresce anche il controllo governativo. Come influisce la regolamentazione sulla scelta del progetto d’investimento o del partner internazionale?

L’atteggiamento delle aziende cinesi che investono all’estero si è fatto sempre più cauto, in ottemperanza delle normative del governo. I vincoli normativi hanno rallentato i progetti in corso e, a volte, scoraggiato alcuni investimenti.  Sono però maturati i criteri sui quali si basano le scelte di investimento. Il trend non è più quello di investire per investire: stiamo assistendo al affinamento delle scelte di investimento, che si fanno sempre più precise e puntuali.

 

Come avviene la transizione da una gestione europea ad una cinese?

Per l’investitore cinesi, l’acquisizione o l’investimento non segna la fine bensì l’inizio di un nuovo cammino. Non c’è la volontà di interferire nella struttura di un’azienda che funziona. Anzi, è importante che i Soci italiani rimangano nel management proprio perché i cinesi vogliono essere accompagnati nel percorso post-acquisizione, stabilendo un rapporto duraturo con le controparti italiane. Ne abbiamo avuto la prova in un recente caso di acquisizione di un’impresa italiana che opera nel settore della robotica: a fronte di una partecipazione finanziaria cinese, il management italiano non è cambiato.

 

Quali porte apre l’ingresso di un partner cinese in un’impresa italiana?

Sicuramente l’accesso al mercato cinese. Ormai le aziende che volevano entrare in Cina sono già presenti, mentre chi non ha ancora fatto il passo deve fronteggiare un’elevata competizione sia locale che internazionale. Avere un partner cinese che ha diretto interesse nello sviluppo dell’azienda italiana può certamente aiutare a superare questo ostacolo, raggiungendo l’obiettivo di aprirsi verso il mercato cinese. E questo ragionamento vale per le PMI come per le grandi aziende italiane.

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